Sono ora disponibili online le registrazioni ufficiali di due conferenze promosse dal Laboratorio di Scienze Sperimentali O.D.V. di Foligno nell’ambito delle iniziative dedicate al centenario della nascita dell’astrofisico folignate Paolo Maffei: un’opportunità per rivedere i contributi scientifici e culturali dei relatori
Si è concluso il 23 gennaio il ciclo di convegni scientifici promosso dal Laboratorio di Scienze Sperimentali O.D.V. di Foligno nell’ambito delle iniziative dedicate al centenario della nascita dell’astrofisico Paolo Maffei, tra interventi di esperti, dialoghi con le associazioni astrofile umbre e riflessioni sull’eredità culturale e divulgativa di una delle figure più autorevoli dell’astrofisica italiana del Novecento.
Prima l’individuazione di una riga in assorbimento nello spettro X di una stella di neutroni. Poi l’indagine per identificarne l’origine, seguita dalla stima del redshift gravitazionale. Infine, il calcolo della compattezza dell’oggetto celeste, utile per vincolare l’equazione di stato della materia ultradensa di cui questi corpi celesti sono fatti. Su ApJ lo studio guidato da Rosario Iaria dell’Università di Palermo
Tre ricercatori dell’Inaf, usando i dati di Jwst, hanno analizzato i resti di due “novae rosse luminose”, scoprendo così cosa resta a decenni dallo scontro tra due stelle: un oggetto simile a una supergigante rossa, freddo ma dalle dimensioni colossali. Le enormi quantità di polvere di carbonio prodotte dallo scontro contribuiscono alla materia prima necessaria per la nascita di nuovi sistemi planetari
Una tecnica innovativa messa a punto da un team di ricerca del Cnr-Isof in collaborazione con la Boston University ha rivelato differenze cruciali nelle strutture proteiche degli astrociti, cellule cerebrali vitali per la salute del cervello: è stata così individuata una ‘firma proteica’ dalla quale trarre informazioni sullo stato di buona salute di tali cellule rispetto a cellule malate. Lo spiega un articolo pubblicato su Advanced Science
È un’onda di prua (bow shock, in inglese) non facile da spiegare, quella osservata con il Very Large Telescope dell’Eso attorno alla stella morta Rxj 0528+2838 e descritta oggi su Nature Astronomy. Gli astronomi non sono riusciti a individuare alcun meccanismo noto che possa causare il flusso in uscita. Una fonte di energia nascosta, forse campi magnetici, potrebbe essere la risposta a questo mistero
Una nuova immagine di Hubble mostra la galassia Ngc 4388, nell’ammasso della Vergine, mentre perde gas dal proprio disco. A causa della sua interazione con il gas caldo del mezzo intracluster, parte del materiale galattico viene strappato via formando un pennacchio luminoso. L’energia che fa brillare il gas potrebbe provenire dal buco nero supermassiccio al centro della galassia e da onde d’urto