
Martedì 24 marzo 2026, la candidatura italiana a ospitare Einstein Telescope (ET) è stata al centro della conferenza ‘Einstein Telescope in Europe: an opportunity for science, innovation and industry’, che si è tenuta a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo.
L’evento, promosso dalla Regione Sardegna in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e il Parlamento Europeo, ha l’obiettivo di portare il progetto Einstein Telescope e la proposta italiana all’attenzione della massima istituzione europea, in una fase ormai cruciale del percorso che porterà alla scelta del sito o dei siti che ospiteranno il futuro esperimento, attesa nel 2027. ET è considerato un progetto di punta a livello internazionale: nel 2021 è stato incluso nella Roadmap di ESFRI (European Strategy Forum on Research Insfrastructures), l’organismo europeo che indica su quali infrastrutture scientifiche è decisivo investire in Europa, grazie a una proposta a guida italiana, supportata da Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Spagna.
Nella prima parte della conferenza, moderata dalla giornalista Lavinia Spingardi, sono intervenuti il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini (con un videomessaggio), la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, il Ministro della Scienza dello Stato libero della Sassonia, Sebastian Gemkov, il rappresentante permanente aggiunto dell’Italia presso l’Unione Europea, Marco Canaparo, l’ambasciatrice italiana in Belgio, Federica Favi, il parlamentare europeo Gaetano Pedullà, il presidente dell’INFN, Antonio Zoccoli. La presenza di Todde e Gemkov, in rappresentanza delle due regioni – entrambe candidate a ospitare ET rispettivamente nelle aree di Sos Enattos, nel Nuorese, e in Lusazia – conferma il forte spirito di collaborazione tra Sardegna e Sassonia, sancito dalla firma di una dichiarazione di intenti per consolidare la cooperazione scientifica, lo scorso 12 gennaio a Roma, e rafforzato da un recente incontro operativo a Dresda.
A seguire, dopo una presentazione scientifica di Marica Branchesi, professoressa al Gran Sasso Science Institute e membro del comitato tecnico-scientifico istituito dal MUR a sostegno della candidatura italiana, l’evento è proseguito con una tavola rotonda dedicata all’approfondimento delle sfide e opportunità aperte dal progetto Einstein Telescope in termini di innovazione tecnologica, partnership industriali, politiche pubbliche, risultati scientifici e impatti territoriali. Alla discussione hanno partecipato rappresentanti del comitato del Parlamento Europeo su industria, ricerca ed energia (ITRE), dell’interguppo parlamentare “Sky and Space” e del Comitato economico e sociale europeo (EESC).
“Quello che stiamo facendo parla non solo di scienza e ricerca, ma anche del mondo economico e sociale europeo”, ha commentato la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, sottolineando la natura continentale del progetto. “Dobbiamo promuovere la cooperazione e il dialogo ed Einstein Telescope, motivo per cui tutti siamo qui oggi, è lo strumento che ci permette di farlo”. A tal proposito, la presidente ha ricordato l’accordo di cooperazione sottoscritto a gennaio con la Sassonia: due regioni europee geograficamente molto lontane tra loro, ma unite verso un obiettivo comune. “Siamo qui oggi, tutti insieme, per ribadire il percorso che abbiamo intrapreso e per dire, in questo contesto, quanto intendiamo fare insieme per superare questa sfida e rendere le nostre regioni luoghi di riferimento per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico”.
“La presentazione del progetto Einstein Telescope a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, è un’occasione preziosa per sottolineare il carattere fortemente internazionale di questo progetto”, ha sottolineato il presidente dell’INFN Antonio Zoccoli. “Einstein Telescope è un’impresa molto importante, dal punto di vista sia socioeconomico sia scientifico e tecnologico. La sua realizzazione deve quindi essere sostenuta da un insieme coeso di Paesi europei: solo così potremo trasformare in realtà questa grande infrastruttura di ricerca e spostare in avanti le frontiere della conoscenza”.
Fonte:
Ufficio Stampa INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare | www.infn.it
Comunicato Stampa del 25 Marzo 2026
