NUOVA IMMAGINE DI NGC 4388 DAL TELESCOPIO SPAZIALE HUBBLE
Una nuova immagine di Hubble mostra la galassia Ngc 4388, nell’ammasso della Vergine, mentre perde gas dal proprio disco. A causa della sua interazione con il gas caldo del mezzo intracluster, parte del materiale galattico viene strappato via formando un pennacchio luminoso. L’energia che fa brillare il gas potrebbe provenire dal buco nero supermassiccio al centro della galassia e da onde d’urto

Ngc 4388 è la galassia protagonista di una nuova immagine del telescopio spaziale Hubble di Nasa ed Esa. Situata a circa 60 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione della Vergine, Ngc 4388 è un membro dell’ammasso di galassie della Vergine. Questo enorme ammasso, che contiene più di un migliaio di galassie, è il grande ammasso di galassie più vicino alla Via Lattea.
Nell’immagine, che possiamo vedere qui sotto, Ngc 4388 appare estremamente inclinata rispetto al nostro punto di vista, offrendoci una visione quasi di taglio della galassia. Questa prospettiva rivela una caratteristica che non era visibile in una precedente immagine di Hubble dello stesso oggetto, pubblicata nel 2016: un pennacchio di gas che sembra fuoriuscire dal nucleo della galassia ed espandersi dal disco galattico verso l’angolo in basso a destra. Ma da dove proviene questo gas e perché brilla?
La risposta probabilmente si trova nelle vaste regioni di spazio che separano le galassie dell’ammasso della Vergine. Sebbene lo spazio intergalattico sembri vuoto, esso è in realtà permeato da sottili filamenti di gas caldo, noti come mezzo intracluster. Mentre Ngc 4388 si muove all’interno dell’ammasso, attraversa questo mezzo intracluster e la pressione esercitata dal gas caldo strappa via parte del gas dal disco galattico, che rimane indietro come una sorta di scia mentre la galassia avanza.
La fonte dell’energia ionizzante che fa brillare questa nube di gas è invece meno certa. I ricercatori ritengono che parte dell’energia provenga dal centro di Ngc 4388, dove un buco nero supermassiccio fa ruotare il gas circostante in un disco surriscaldato. L’intensa radiazione emessa da questo disco potrebbe ionizzare il gas più vicino alla galassia, mentre onde d’urto potrebbero essere responsabili della ionizzazione dei filamenti di gas più distanti.
Questa immagine incorpora nuovi dati, incluse osservazioni a diverse lunghezze d’onda, che permettono di studiare in dettaglio la nube di gas ionizzato. I dati provengono da diversi programmi osservativi di Hubble, progettati per indagare le galassie che ospitano buchi neri attivi nei loro centri.
Fonte:
Media Inaf – Il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica, articolo di Giulia Mantovani pubblicato il 07/01/2026 su www.media.inaf.it
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