Prima l’individuazione di una riga in assorbimento nello spettro X di una stella di neutroni. Poi l’indagine per identificarne l’origine, seguita dalla stima del redshift gravitazionale. Infine, il calcolo della compattezza dell’oggetto celeste, utile per vincolare l’equazione di stato della materia ultradensa di cui questi corpi celesti sono fatti. Su ApJ lo studio guidato da Rosario Iaria dell’Università di Palermo
Tre ricercatori dell’Inaf, usando i dati di Jwst, hanno analizzato i resti di due “novae rosse luminose”, scoprendo così cosa resta a decenni dallo scontro tra due stelle: un oggetto simile a una supergigante rossa, freddo ma dalle dimensioni colossali. Le enormi quantità di polvere di carbonio prodotte dallo scontro contribuiscono alla materia prima necessaria per la nascita di nuovi sistemi planetari