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I pianeti degli anelli PDF Stampa E-mail
Scritto da Planetario laboratiorio   
Thursday 02 May 2002
ImageI pianeti giganti possiedono anelli, cioè dischi molto sottili di materia in orbita intorno al pianeta in corrispondenza della zona equatoriale. 

I più famosi sono gli anelli di Saturno facilmente visibili, ma recenti scoperte (1977 Uranio, 1979 Giove e 1984 Nettuno) hanno fatto ipotizzare che questo fenomeno sia un elemento importante per capire l' evoluzione del sistema Solare e non solo. Per ogni pianeta abbiamo strutture differenti che però hanno elementi in comune: ciascun anello è costituito di una serie di più piccoli, ogni singola particella dell'anello (frammenti di ghiaccio e roccia grandi da pochi centimetri a qualche metro) ruota indipendentemente urtandosi con le altre. Queste collisioni tendono a rallentare le particelle più interne, che quindi ricadono verso il pianeta, e a spingere in avanti quelle più leggere, che sia allontanano dal pianeta. E' per questo che gli anelli sono piatti, dobbiamo pensare all'effetto della palla di pasta nelle mani di un pizzaiolo che facendola ruotare in aria la stende!
Gli anelli di Saturno sono spessi alcune decine di metri soltanto, ma si estendono per centinaia di chilimetri. Gli anelli si trovano entro il limite di Roche, cioè il raggio di azione delle forze di attrazione del pianeta che impediscono la formazione di satelliti. Oltre questo limite i satelliti riescono a formarsi e perturbano gli anelli più interni tanto da essere responsabili delle separazioni tra gli anelli stessi. In modo analogo possiamo spiegare la fascia degli asteroidi, in cui il Sole ha il ruolo del pianeta e Giove quello del satellite, non si è formato un pianeta in questa zona per le inerferenze gravidazionali di Giove. Quando un satellite subisce un impatto la materia che si stacca contribuisce ad alimentare l'anello con particelle di materia staccata, viceversa il pianeta accumula materia costantemente sottraendola dall'anello. Quindi gli anelli sono strutture dinamiche in continua evoluzione, si può estendere questo modello al sistema solare per interpretare il piano dell'eclittica ma anche per capire le diverse inclinazioni di molti grandi pianeti extra solari.

 (Vincenzo Falasca)


AD OCCHIO NUDO 

Ad occhio nudo, o meglio con un buon binocolo, per gran parte del mese di maggio, sarà possibile seguire uno spettacolare allineamento planetario subito dopo il tramonto, appena il rossore del sole se ne sarà andato. Mercurio, Venere, Marte,Saturno e Giove, appariranno vicinissimi in discesa verso l'orizzonte ovest, uno di seguito all'altro con il primo (Mercurio) bassissimo sull'orizzonte. L'ultima volta in cui si verificò tale allineamento è stato nel 1940 (speriamo bene...), la prossima sarà nel 2040 (auguri...)

(Arnaldo Duranti)

Ultimo aggiornamento ( Friday 14 October 2005 )
 
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