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Dati pluviometrici
| Dati pluviometrici |
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| Scritto da Pierluigi Mingarelli | |||||||||||||||||||||||||||||
| Thursday 15 January 2004 | |||||||||||||||||||||||||||||
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Andamento climatico regionale dell'anno 2003
COMMENTO ALL’ANDAMENTO CLIMATICO REGIONALE DELL’ANNO 2003
Modeste le piogge primaverili, valori termici elevati già nel mese di maggio, un’estate calda e siccitosa con frequenti onde di calore, che hanno determinato disagi alla popolazione e favorito lo sviluppo di incendi nelle aree boschive, che in rapporto alla stagione torrida non sono stati catastrofici, grazie all’azione sinergica di cittadini, associazioni di volontariato ed organi competenti (Regione Umbria, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco). L’estate 2003 ha registrato da giugno ad agosto temperature molto elevate, su Perugia ben 50 giorni su 90 hanno superato i 35°c, con punte di 38°-39°c, e l’intero periodo estivo è risultato di 4°-5°c superiore alla media, con assenza quasi totale di precipitazioni. L’autunno non ha certo regalato la pioggia attesa, ed il freddo è arrivato appena qualche giorno prima del Natale. Gli effetti del clima del 2003 sulla nostra regione sono altrettanto evidenti: il Lago Trasimeno ai minimi storici (-180 cm sullo zero idrometrico), pesanti i disagi per l’agricoltura a causa dell’estate torrida, la razionalizzazione dell’acqua potabile nei periodi caldi ha interessato anche zone dell’Umbria storicamente ricche di sorgenti; fiumi e laghi mostrano i segni del deficit idrico. Il quadro non è confortante, ma non occorre fare allarmismo. Periodi con apporti idrici inferiori alla norma si sono manifestati anche in passato, al momento non è possibile affermare che sia in atto una tendenza di riduzione delle precipitazioni sulla nostra regione, certo i segnali non sono incoraggianti, ma probabilmente rientra in quella che possiamo definire fluttuazioni climatiche, con alternanza di fasi siccitose a periodi piovosi, come già accaduto. Negli anni ’80 almeno 4 gli anni (1981-83-85-89) con valori pluviometrici complessivi inferiori alle medie, al contrario del successivo decennio in cui si sono registrate piogge significative, ed episodi alluvionali, con soli due anni al di sotto delle precipitazioni attese (1990-94). Nel nuovo secolo piogge al contagocce nel 2001 e nel 2003. Gli ultimi due anni del nuovo millennio, meritano un commento a parte, entrambi hanno mostrato modeste precipitazioni nel periodo primaverile, sia nel 2002, che nel 2003, già in giugno le autorità competenti hanno dovuto decretare razionamenti idrici e stato di calamità naturale a causa della siccità. Ad osservare i dati riportati in tabella non si direbbe, la differenza sostanziale è stata l’estate, insolitamente fresca e piovosa quella del 2002, torrida e siccitosa quella del 2003. I valori pluviometrici superiori alle medie registrati nel 2002, sono però parte effimeri, in quanto il 40-50% delle piogge si sono manifestate in estate, in un periodo in cui i coefficienti di evaporazione sono elevati, inoltre non sono certamente i temporali estivi a risolvere una siccità così prolungata, la radiazione solare ed il forte ruscellamento, oltre al carattere puntiforme degli stessi, impediscono una omogenea distribuzione ed assorbimento nel suolo delle acque meteoriche. Quindi al di là dei numeri, possiamo affermare che gli attuali segni visibili sul territorio del deficit idrico, sono la conseguenza di due anni con precipitazioni modeste ed irregolari. L’allarmismo non serve, piuttosto diventa necessario affermare sin da ora un uso razionale delle risorse idriche, un’attenta pianificazione del territorio ed un monitoraggio capillare, indispensabili per fronteggiare al meglio situazioni climatiche avverse come questa che stiamo vivendo e che come i tutti i fenomeni naturali va studiata e non sottovalutata. Massimiliano Squadroni (Presidente Coop.va Naturalia) |
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| Ultimo aggiornamento ( Thursday 07 July 2005 ) | |||||||||||||||||||||||||||||
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